La situazione è davvero difficile da comprendere per gli appassionati di basket irpini. La famiglia Ercolino garantisce per l’iscrizione e sulla continuazione del suo impegno, ma servono certezze sul fronte sponsor e inoltre bisognerà attendere i risultati dei controlli degli organismi di Lega e Federazione Pallacanestro dopo che il primo giugno la società presenterà la documentazione per l’iscrizione.
Il ridimensionamento del budget sarà sicuramente una priorità, ma ancora una volta bisognerà interrogarsi su quella che Silvio Sarno definisce “la totale assenza di programmazione e progettualità” nel fare basket ad Avellno.
E’ esattamente quello che serve per far mettere radici alla Scandone ad altissimi livelli, dando continuità al lavoro iniziato nel corso delle stagioni e iniziando finalmente a costruire seriamente un settore giovanile e di minibasket.
A mio avviso le vicende legate al team finora targato Air ben rappresentano, in piccolo, tutti i limiti di una realtà come quella avellinese: incapacità di fare sistema e di riuscire a collaborare ciascuno in base alle proprie competenze, scarsa voglia di mettere da parte i personalismi.
Assieme a questo c’è il ruolo della politica, delle istituzioni. In momenti di difficoltà è giusto che facciano la loro parte, ma questo non può tradursi in favoritismi e supina accettazione di prepotenze. Anzi, un eventuale aiuto dovrebbe essere vincolato ad una preciso obbligo di programmazione sull’attività sportiva della società che beneficia di eventuali contributi.
Vorrei infine sottolineare come l’amministrazione comunale, attraverso la convenzione con la Scandone, si sia liberata dei costi di gestione del Palazzetto per gli anni a venire. Sarebbe forse giunta l’ora di dare attenzione alle realtà sportive meno alla ribalta, garantendogli spazi agibili e facilmente accessibili, con metodi trasparenti. Purtroppo si è già persa una stagione agonistica.